Un numero di Novembre 2010 di “The Economist” è stato dedicato alle previsioni di quanto di rilevante potrebbe succedere nel mondo nel 2011 (qui l’editoriale). Bello lo stile: oltre all’elenco dei possibili eventi di rilievo per l’anno prossimo il magazine si sofferma anche su cosa è stato correttamente previsto nel 2009 sul 2010, e cosa no. Bello perché dimostra l’onestà intellettuale di chi si cimenta nelle cose difficili (“prevedere è difficile, specialmente il futuro” diceva Niels Bohr) e cerca di imparare dai propri errori, dalla bontà dei modelli interpretativi che funzionano e dalla capacità di saper cogliere i segnali deboli e seguirli nella loro evoluzione.
Oltre all’esempio virtuoso, prendiamo ispirazione dall’Economist per offrirti tre temi su cui fare la tua previsione: il futuro di Cuba, la speculazione sulle valute e la data in cui il PIL cinese supererà quello degli Stati Uniti.
Buon 2011 e buona previsione!


